Il rapporto di Save the Children “Stavo solo scherzando” (2026) evidenzia come la violenza nelle relazioni tra adolescenti sia ancora un fenomeno pervasivo. Si manifesta attraverso un “continuum” di comportamenti, spesso minimizzati con la frase “stavo solo scherzando”, un’espressione che funge da meccanismo di normalizzazione, trasformando molestie, controllo digitale e pressioni sessuali in semplici battute, rendendo la violenza invisibile e accettabile nel quotidiano.
Le forme di violenza spaziano dalle “zone grigie” del controllo ai reati di violenza conclamati, con una netta asimmetria di genere:
- Il 37% degli adolescenti riceve chiamate insistenti per il controllo della posizione e il 38% subisce ricatti emotivi per ottenere qualcosa. I ragazzi dichiarano di agire forme di controllo e pressione con una frequenza superiore di 10 punti percentuali rispetto alle ragazze.
- quasi tre adolescenti su dieci (29%) sono stati costretti a compiere atti sessuali non desiderati. Le ragazze risultano significativamente più esposte alle aggressioni sessuali (46,3% degli accessi al Pronto Soccorso per violenza riguarda giovani femmine).
Il sentimento di insicurezza è diffuso( la metà degli intervistati ammette di aver avuto paura di subire violenza dai coetanei) e riguarda principalmente la strada, i mezzi pubblici e i parchi ma non risparmia la scuola e le mura domestiche
Per prevenire e difendersi, i ragazzi adottano strategie di auto-tutela come evitare luoghi isolati o non prendere mezzi pubblici la sera, scelte che limitano le possibilità e le aspettative soprattutto per le ragazze. Sebbene l’85% dichiari che parlerebbe con qualcuno in caso di violenza, cercando supporto soprattutto nella madre o negli amici, persiste una forte sfiducia verso le istituzioni e il timore di non essere creduti
Nonostante il bisogno di protezione, la conoscenza degli strumenti istituzionali è preoccupantemente scarsa: solo l’11% degli adolescenti conosce correttamente il numero nazionale antiviolenza 1522. Il numero più noto rimane il 112 (64%), mentre le app specifiche di sicurezza e i form di segnalazione sui social restano strumenti poco utilizzati e poco noti alla maggior parte dei giovani.
