Il rapporto Erickson 2025
Il Convegno “La Qualità dell’Inclusione Scolastica e Sociale 2025” organizzato da Erickson dal 14-al 16 novembre 2025 ha offerto un sguardo sul clima che si respira oggi nelle scuole italiane. L’evento, una narrazione collettiva di esperienze e visioni, ha messo in luce sfide e risorse fondamentali per costruire una società davvero inclusiva.
Al centro del dibattito, l’indagine “Le Voci dell’Inclusione”, condotta da Dario Ianes e Sofia Cramerotti su un campione di oltre 830 insegnanti da tutta Italia.
I risultati sono chiari: il fattore di successo prioritario per una buona inclusione sembra essere l’ecosistema umano e relazionale. La collaborazione, la relazione positiva tra colleghi, alunni e famiglie sono percepite come la cosa più importante; preoccupa un pò la scarsa considerazione per le metodologie didattiche inclusive come leva necessaria.
Il dato più allarmante segnala un significativo affaticamento e un indebolimento dei valori inclusivi. Il 27,1% degli insegnanti si dichiara infatti favorevole al “Modello a Tre Vie” (classi e scuole speciali in base alla gravità della disabilità), registrando un aumento del 10,1% rispetto al 2023. Questo segnale di scivolamento verso soluzioni separatiste è stato il motore della Mozione Finale del Convegno, che appieno condividiamo. La mozione, intitolata “Non ci fermiamo”, rappresenta un manifesto di impegno futuro, che richiede di:
- Rinforzare le competenze e l’uso delle metodologie didattiche inclusive, in quanto tutti i docenti sono docenti per l’inclusione;
- Riformare non solo il sostegno, ma la didattica e l’organizzazione scolastica nella sua interezza;
- Valorizzare il ruolo dell’educatore come abilitatore di contesti.
L’inclusione, pur tra le difficoltà, non è un’utopia: è un valore che va difeso attraverso un impegno sistematico per migliorare le pratiche quotidiane.
