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non chiamiamol* più bambin*

Prosegue la rubrica “Sguardi oltre la cattedra”, in cui narriamo incontri ed imprevisti avvenuti in contesti scolatici che hanno arricchito la nostra prospettiva.

Questa volta, in una seconda media, abbiamo conosciuto N., che ci ha voluto parlare delle donne, raccontando anche di sè

NANKURUNAISA, cara N. hai solo 13 anni ma ci stai insegnando quanto sia importante mantenere la propria integrità e lasciare che il tempo faccia il suo lavoro!

Grazie ad N. abbiamo davvero finalmente compreso il celebre rifiuto, da parte di Janusz Korczak, del termine “bambino” a favore di “giovane persona”:

“Non ci sono bambini, ma persone; con una diversa scala di concetti, diverse riserve di esperienza, diverse pulsioni, diverso gioco di sentimenti.”

Con il termine persona, Korczak ristabilisce il diritto al presente e , quindi, un’uguaglianza: il bambino non è un progetto “incompiuto”, non “diventerà” una persona, lo è già nel presente: i suoi sentimenti, dolori e gioie hanno la stessa dignità e urgenza di quelli di un adulto, non sono “piccoli” o meno rilevanti.

Quindi, per favore, non chiamiamol* più bambin*